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Antonio Russo

Beroep
Plaats
Sono un folle, che ancora crede in molte cose, in molti valori, ma se agli altri posso sembrare così, io sono felice di esserlo, soprattutto perchè credo nell'amore...

Il poeta solitario

04 mei

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Soffermati a contemplare il mare,

 con la fresca brezza che ti inebria il cuore

 e le onde, mosse e ribelli

 come l’aureo crine dei tuoi capelli.

 

 Guarda i prati, i fiumi e i laghi,

 ove tu, mia bella, vaghi.

 Ed io in questa immensa vallata

 Vedo te, splendente, o mia amata.

 

 Ecco il dolce soffio del vento Beffardo,

 ma consueto compagno,

 somiglia al mio pensiero vagabondo.

 

Infine il detentore del nobil sentimento,

 il sole, ch’è cagion senza ritegno

 di quell’amor che smuove il mondo.

31 maart

Carissimi frequentatori del mio blog, oggi, dopo tre mesi che non scrivevo nel mio blog, voglio farvi leggere un sonetto che mi ha dedicato il mio amico più caro... Grazie Soter!

 

O poeta solitario

che vai componendo ogn'ora,

dei miei pensieri destinatario,

ben men poetica è la mia dimora,

 

lo virtuale spazio

che concessomi, aggiorno

e solo per ozio

nn lo faccio la notte e il giorno.

 

Che cosa sto scrivendo,

neanch'io lo so,

forse perchè mi sto rincoglionendo.

 

E a tutti li grandi di sto blog poetoni,

solo una cosa voglio dire,

m'avete rotto li coglioni!!!!!!!!

 

                           ...Grazie mille a tutti...

 

                                                                                                   Il Poeta Solitario

05 januari

E' Bello, Amore, Sentirti Vicino A Me
E' bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
mentr'io districo le mie preoccupazioni
come fossero reti confuse.

Assente il tuo cuore naviga pei sogni,
ma il tuo corpo così abbandonato respira
cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
come una pianta che si duplica nell'ombra.

Eretta, sarai un'altra che vivrà domani,
ma delle frontiere perdute nella notte,
di quest'essere e non essere in cui ci troviamo

qualcosa resta che ci avvicina nella luce della vita
come se il sigillo dell'ombra indicasse
col fuoco le sue segrete creature.

Pablo Neruda
07 december

Addio mio caro poeta...
ogni tentativo è stato vano,
non struggerti più,
non pensarci più...
abbandona i tuoi sogni,
le tue speranze.
Addio mio caro amore...
che mio non sei mai stato
tante pene, tanti dolori
ma in fondo immeritato.
Addio miei cari amici...
compagni fedeli,
nel divertimento
e nel dolore.
Addio mia cara patria...
sempre bella e accogliente
che non mi ha tradito mai,
immerso nel suo verde
co i mie pensier vagai.
Addio a tutti voi,
bramosi del mio poetar.
27 november

Su quella rupe,
mi ritrovai a contemplar l'immenso.
Tutti i pensieri mi riempivan la testa,
e la tua immagine,
mi annebbiava l'intelletto.
solo tu...
... tu, mi trattieni a galla in questo oceano,
ma io non ce la faccio, non ci riesco.
guardarti, è una pugnalata al cuore...
esci dalla mia vita,
basta, non c'è più posto nel mio cuore per te...
22 november

O poeta, destati, la realtà sta cambiando la poesia è "vecchia", a nessuno interessa... Ma non sfiduciare, non sei solo, a qualche sperduto animo questa affascina ancora. Questa fune che ti attrae, ti immerge nell'immenso e ti rende appagato... La poesia è vita, non dimenticarlo!
20 november

O dolce usignolo che ascolto
(non sai dove), in questa gran pace
cantare cantare tra il folto,
là, dei sanguini e delle acace;
t'ho presa - perdona, usignolo -
una dolce nota, sol una,
ch'io canto tra me, solo solo,
nella sera, al lume di luna.
E pare una tremula bolla
tra l'odore acuto del fieno,
un molle gorgoglio di polla,
un lontano fischio di treno...
Chi passa, al morire del giorno,
ch'ode un fischio lungo laggiù
riprende nel cuore il ritorno
verso quello che non è più.
Si trova al nativo villaggio,
vi ritrova quello che c'era:
l'odore di mesi-di-maggio
buon odor di rose e di cera.
Ne ronzano le litanie,
come l'api intorno una culla:
ci sono due voci sì pie!
di sua madre e d'una fanciulla.
Poi fatto silenzio, pian piano,
nella nota mia, che t'ho presa,
risente squillare il lontano
campanello della sua chiesa.
Riprende l'antica preghiera,
ch'ora ora non ha perché;
si trova con quello che c'era,
ch'ora ora ora non c'è...
..........................................
Chi sono? Non chiederlo. Io piango,
ma di notte, perch'ho vergogna.
O alato, io qui vivo nel fango.
Sono un gramo rospo che sogna.
 
*